Pagamento assegno unico da maggio a giugno: nuove date e novità sugli importi

Il Decreto Lavoro ha introdotto importanti cambiamenti relativi al pagamento dell’Assegno Unico. Le maggiorazioni partiranno da giugno?

L’Assegno Unico e Universale è una prestazione economica erogata, a partire dal 1° marzo 2022, ai nuclei familiari con figli.

Inps Assegno Unico
Inps – AnsaFoto – ilovetrading.it

In particolare, la misura spetta:

  • per ciascun figlio minorenne a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza;
  • per i figli maggiorenni, fino al 21 anno di età, se il figlio frequenta un corso scolastico o professionale o un corso di laurea, svolge un lavoro per il quale percepisce un reddito annuo minore di 8 mila euro, è disoccupato e iscritto presso i Centri pubblici per l’impiego oppure svolge il Servizio Civile Universale.

Per i figli disabili, invece, non sono previsti limiti di età.

Nel mese di maggio, l’Assegno Unico è stato pagato nei giorni 18 e 19, per i beneficiari del 2022 e per chi aveva inoltrato richiesta entro febbraio; per le domande successive, invece, i versamenti arriveranno a fine mese.

In ogni caso, per questo mese, l’ammontare spettante è quello rivalutato all’8,1%, ma già da giugno potrebbero esserci delle importanti novità.

Assegno Unico di giugno: la notizia è ufficiale. A chi spetteranno gli aumenti?

Da giugno 2023, all’Assegno Unico e Universale verrà applicata la nuova maggiorazione, prevista per le famiglie in cui entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti o in cui vi sono genitori vedovi. Ovviamente, l’ammontare della prestazione varierà a seconda del valore ISEE dei beneficiari.

Assegno Unico
Assegno Unico – ilovetrading.it

Per i vedovi, ai sensi dell’art. 22 del D. L. 48/2023, la misura verrà aumentata per 5 anni, se uno dei genitori è deceduto nell’anno di competenza in cui c’è stato il riconoscimento dell’agevolazione economica. La maggiorazione è riconosciuta d’ufficio.

Per gli Assegni Unici senza ISEE, invece, non è possibile il riconoscimento della maggiorazione se tutti e due i genitori lavorano e, dunque, verrà pagata la cifra minima stabilita per ciascun figlio a carico, cioè 54,10 euro. Per effetto della rivalutazione, per il 2023, l’importo massimo erogabile è salito a 189,20 euro.

A quanto ammontano le prestazioni erogate? Le cifre diffuse dall’INPS

In base ai dati divulgati dall’INPS e, in particolare, dall’Osservatorio statistico sull’Assegno Unico, nel mese di marzo 2023 sono state presentate 87.370 domande, per un totale di 5.498.113 beneficiari, per 8.689.158 figli.

Nel primo trimestre del 2023, il 37,6% dei figli per i quali è stata chiesta la prestazione risiede nel Nord Italia, mentre, se si valuta l’importo erogato, è il Sud a primeggiare (con il 44,4%). Nel Centro Italia, invece, la percentuale dei titolari si aggira al 17,9%.

L’ammontare medio pagato al mese per il 2023 (comprese le rivalutazioni operanti dallo scorso febbraio) è di 249 euro, circa 157 euro a figlio.

Per quanto riguarda i percettori del Reddito di Cittadinanza, invece, a marzo 2023 sono state registrate 297.620 erogazioni, per 498.899 figli. Le integrazioni sono state pari a 57,5 milioni di euro e, dunque, circa 193 euro al mese a famiglia, per un totale di 115 euro a figlio.