giovedì, Dicembre 28

Novità bonus ristrutturazione: i lavori ammessi e cosa fare per non commettere errori

Con le direttive europee alcuni lavori di ristrutturazione saranno obbligatori. Vediamo allora di quali bonus possiamo fruire.

La rivoluzione Green non si ferma. Anzi:l’ Europa spinge sull’acceleratore. Vediamo insieme per quali lavori potremo beneficiare dei bonus statali.

Bonus ristrutturazione, come funziona
È ancora in vigore il bonus ristrutturazione/ Ilovetrading.it

Ristrutturare casa, di questi tempi, più che una scelta è un obbligo. Un obbligo dettato dalle normative europee volte a migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni degli Stati membri. Infatti – a parte alcune eccezioni come gli edifici storici e le seconde case – tutti gli immobili di tutti i Paesi membri dell’Unione europea, entro il 2030 dovranno raggiungere la classe energetica E ed entro il 2033 dovranno raggiungere la classe energetica D.

Inoltre, a breve, scompariranno caldaie a gas, cucine a gas e anche gran parte dei grandi elettrodomestici- forno, frigo, freezer, lavastoviglie e lavatrice- dovranno essere sostituiti con altri che consumano meno. È tuttavia possibile beneficiare di diverse agevolazioni statali. Ma attenzione: non per tutti i lavori di ristrutturazione sarà possibile ottenere i bonus.

Bonus ristrutturazione: lavori ammessi

Il bonus ristrutturazione rappresenta un grande aiuto per tante famiglie in quanto permette di beneficiare di una detrazione Irpef del 50% – fino ad un massimo di 96.000 euro – sulle spese sostenute. Per avere diritto al sussidio le spese devono essere effettuate tramite bonifico bancario e, in caso di interventi volti al miglioramento energetico di un immobile, bisogna inviare comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Come avere il bonus ristrutturazione
Il bonus ristrutturazione riguarda solo interventi specifici/ Ilovetrading.it

La detrazione del 50% si applica a tutte quelle spese sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2024. Si può beneficiare del bonus in tre diverse modalità: detrazione del 50% suddivisa in 10 rate; sconto in fattura; cessione del credito d’imposta a banche o intermediari finanziari, che anticipano l’importo corrispondente alla detrazione. Queste ultime due modalità- sconto in fattura e cessione del credito – sono applicabili solo ai lavori effettuati entro il 16 febbraio 2023. Poi è entrato in vigore il Decreto blocca cessioni.

Ma veniamo alla parte saliente: per quali lavori di ristrutturazione si può fruire del bonus? Ecco l’elenco completo:

  • lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ricostruzione di edifici danneggiati da calamità naturali;
  • lavori di manutenzione ordinaria solo se relativi alle parti comuni di un edificio;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • lavori finalizzati al miglioramento energetico e alla riduzione dell’inquinamento acustico;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche;
  • riparazione di impianti danneggiati;
  • interventi di bonifica dall’amianto;
  • costruzione di corrimano e sostituzione delle porte interne.

Non solo: si possono portare in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi con il modello 730 anche tutte le spese relative all’acquisto dei materiali, le spese per le perizie e i sopralluoghi, per la messa in regola degli edifici, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori.