giovedì, Dicembre 28

Hai saputo cos’è successo all’Assegno Unico? Te lo diciamo noi | Attenti all’INPS

Che cos’è successo all’Assegno Unico? Dall’INPS arrivano brutte notizie per il riconteggio. In tanti dovranno restituire dei soldi.

A causa del riconteggio dell’INPS delle risorse a disposizione, per l’assegno erogato per favorire il mantenimento dei figli fino ai ventuno anni sarà modificata la geografia dei riceventi. Da un lato ci sono le buone notizie. Infatti oltre mezzo milione di nuclei famigliari, assieme all’erogazione di maggio, riceverà un conguaglio medio di 272 euro.

Assegno unico novità giugno
Novità importati per l’assegno unico (Fonte: INPS) – ilovetrading.it

Dall’altro lato, ci sono pure le cattive novità, e cioè che 378.000 famiglie dovranno restituire mediamente 41 euro ciascuna. E questo a fronte di un aumento dei fondi. Senza aumento, la situazione sarebbe stata tragica.

In tutto, lo Stato distribuirà oltre 140 milioni di euro extra. A seguito dei calcoli sulle erogazioni del 2022, cioè il primo anno di validità dell’assegno unico introdotto dal governo Draghi per uniformare i bonus per i figli del welfare, sono state finalmente calcolate le modifiche di status delle famiglie. Poi sono state analizzate le modifiche di status connesse alle nuove nascite e, infine, messe a bilancio le risorse effettivamente libere dallo scorso esercizio fiscale.

In questo senso, l’INPS ha stimato di poter lasciare a disposizione dell’assegno unico oltre 140 milioni di euro. Questo budget, di certo non ristretto, sarà dunque erogato alle famiglie che ne fanno richiesta e hanno diritto all’agevolazione.

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A coprire in parte questa cifra si nota una quota di risorse pari a 15 milioni di euro che di fatto sono state dagli assegni di 378.000 famiglie. A ognuna di queste famiglie saranno tolti 41 euro. Come? Le famiglie dovranno restituire l’importo.

Soldi in meno per l'assegno unico
41 euro in meno per l’assegno unico – ilovetrading.it

Questo perché molte domande non sono più state rinnovate, ma alcune famiglie hanno ricevuto per l’intera annualità l’importo dovuto a figli che hanno passato il ventunesimo anno d’età. Oppure perché sono state consegnate domande errate nella forma ed erroneamente accettate.

La quota di risorse che confluirà verso i cittadini, secondo l’INPS, nel complesso, sarà di certo più alta rispetto a quella che sarà sottratta. Così i cittadini che dovranno restituire l’assegno lo faranno in misura di una rata paragonabile a meno di una sola mensilità della quota minima erogabile alle famiglie con ISEE più alto. Invece i beneficiari riceveranno una vera e propria “tredicesima” in media superiore alla rata massimale.

Come giudicare questa scelta da parte dell’INPS? Si tratta sostanzialmente di una decisione cautelativa, dovuta alla natura relativamente ridotta delle cifre in ballo rispetto al costo della misura. Va ricordato che nel 2022 l’Assegno Unico Universale per i figli è costato allo Stato circa 13 miliardi, coinvolgendo nel primo trimestre del 2023 più di 4,4 miliardi per 9,4 milioni di figli.

Le somme si sono alzate a causa dell’inflazione, al pari delle soglie ISEE a partire dalle quali si determina la cifra da corrispondere agli aventi diritto.